Costa del Vento 1999 un bianco piemontese che sa invecchiare

Pubblicato il da Stefano

Quando cerchi un vino bianco capace di durare una decina d'anni in genere guardi verso i Chardonnay di Borgogna, i Chenin blanc ed i Sauvignon della Loira, i Savagnin del Jura francese o i Riesling della Mosella, ma non sempre è necessario andare così lontano.
Basta infatti guardare ai Colli Tortonesi dove si produce questo traordinaro vino appena degustato.

L'uva che gli dà vita è il Timorasso, un vitigno presente nel territorio fin da tempi immemorabili, sembra che fosse molto apprezzato da Leonardo da Vinci che per il matrimonio di Isabella di Aragona, omaggiò gli sposi con un vino bianco, il Timuràs. Un vitigno ai più sconosciuto fino alla fine degli anni '90, ma che grazie alle sue potenzialità e all'adattamento alle caratteristiche della questa zona, ha saputo imporsi all'attenzione del pubblico.

Forse la persona che più ha spostato la sua causa è stato Walter Massa, l'istrionico e tenace produttore di Monleale, non si è mai dato per vinto e ha profuso molte energie per farci conoscere questo ottimo vino.
Avevo visitato Walter alcuni anni fa, era ancora in una fase sperimentale ed alla ricerca di una identificazione, oggi ha raggiunto l'obiettivo di rivitalizzare la sua zona e di accrescere l'interesse di altri giovani produttori che hanno seguito le sue orme ottenendo pregiati risultati.



Alcune settimane fa mi trovavo in un noto ristorante di Moncalvo nel Monferrato e, scorrendo la carta dei vini, leggo Timorasso Costa del Vento 1999 di Walter Massa. Essendoci anche una piccola enoteca da asporto chiedo al responsabile del servizio se fosse possibile acquistarne alcune. A malincuore mi furono vendute 3 bottiglie, riposte poi con cura nella mia cantina.

Oggi è venuto il momento del primo assaggio.
Avevo letto alcune recensioni non proprio entusiasmanti sull'annata 1999, ma poco importa, la bottiglia che ho stappato in compagnia di Giorgio, il solito "compagno di bevute", era altra cosa.

Un vino che sa cambiare volto ad ogni sorso, esprimendo una grande complessità al contatto con l'aria.
Il colore ? di un bellissimo dorato di grande luminosità.
Il bouquet ? in continua evoluzione: agrumi, erbe di montagna, idrocarburi, e con il passare del tempo, sfumature di miele, tartufo, muschio, spezie, ...
All'assaggio ? elegante, grasso e cremoso, ma sempre in tensione verso un bellissimo finale minerale.

Che dire ancora ?
Che per fortuna ho ancora altre 2 bottiglie e che alla prossima occasione farò partecipi altri amici ...

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Nonsolodivino 07/24/2009 15:30

che sorpresa trovata in cantina un'altra bottiglia '99