Prima di rientrare verso Beaune, dove prenderemo possesso delle nostre camere, decidiamo di fare un piccolo
tour nel cuore della Côte des Blancs. Percorrendo Rue de la Velle lasciamo Meursault alle spalle, appena fuori l'abitato la stradina inizia a salire tagliando in due una vasta area a
vigneto. Le indicazioni posizionate sui muretti perimetrali dei vigneti citano: Poruzot, Goutte d'Or,
Bouchères, Genevrières, Perrières, ..., mamma mia che brividi.
La Rue des Grands Crus che attraversa i vigneti
Ancora qualche metro ed il
cartello stradale indica Puligny-Montrachet, eccoci in un'altra mitica zona: quella dei Montrachet.
Il villaggio di Puligny visto
dall'alto
Le stradine s'incrociano tra le
vigne
Montrachet, Bâtard-Montrachet, Chevalier-Montrachet, Bienvenues-Bâtard-Montrachet e Criots-Bâtard-Montrachet.
Solo la leggenda, diffusa all'inizio del XX secolo da Jacques Prieur e da Vincent Leflaive, può spiegare
l'origine dei nomi di questi vigneti. "Il signore di Puligny per consolarsi della morte dell'unico figlio (le chevalier) avvenuta durante le crociate ebbe da una vergine (la pucelle) un figlio
illegittimo (le bâtard). Al momento del riconoscimento del piccolo la popolazione si riunì al castello per dare il proprio benvenuto (bievenue au bâtard)".
Fu così definito: Montrachet, il padre, Chevalier-Montrachet, il figlio scomparso e Bâtard-Montrachet, il figlio illegittimo.
Montrachet e Bâtard-Montrachet rappresentano il trait-union tra Puligny e Chassagne, sono infatti divisi in parti quasi uguali dai due comuni, Criots-Bâtard-Montrachet, il più piccolo, si estende
esclusivamente su Chassagne mentre Chevalier-Montrachet domina tutti dall'alto.
Montrachet e Chevalier-Montrachet
Il tempo scorre veloce e dopo un periodo di "contemplazione" dobbiamo avviarci verso Beaune. Beaune è considerata la capitale vinicola ed il principale centro commerciale della Côte d'Or.
Il centro storico è circondato da mura che servivano per proteggerla da eventuali attacchi nemici, ma nell'ultimo ventennio l'abitato si è allargato lambendo la collina ed estendendosi nella
pianura. All'interno dei bastioni sono ben visibili le tracce della presenza dei Duchi di Borgogna. Il simbolo principale è rappresentato dall'Hospices Beaune. Fu costruito nel 1443 con il nome
di Hôtel de Dieu grazie a Nicolas Rolin, cancelliere del Duca Philippe le Bon. Concepito come ospedale per gli effetti della Guerra dei Cent'anni, ospitò feriti, malati ed orfani fino al XIX
secolo. Nell'ultimo secolo furono cambiati gli interessi e le attività, ora è adibito a museo culturale e una delle attività principali è rappresentata dalla viticoltura. Grazie a varie donazioni
la superficie a vigneto raggiunge, oggi, i 60 ettari. Ventitre viticoltori si occupano di queste terre sparse nelle migliori denominazioni Premiers Crus e Grands Crus. La produzione è
caratterizzata una quarantina di cuvées che portano il nome dei benefattori dell'istituto. Da oltre 145 anni la terza domenica di novembre le botti di vino sono vendute all'asta ed il ricavato è
devoluto per lo sviluppo di opere benefiche.
Il mercato del sabato davanti
all'Hospices
I bastioni che circondano la
città