Il Timorasso, Walter Massa e i Colli Tortonesi

Pubblicato il da Nonsolodivino

Oltre una decina d'anni fa, prima di diventare dei veri appassionati, visitammo Walter Massa nella sua Monleale, non capimmo molto da quell'incontro ma percepimmo che questo personaggio fuori dagli schemi era intensionato ad investire ogni energia sul Timorasso, varietà, all'epoca, quasi sconosciuta. Dopo 10 anni, grazie allo sforzo di un manipolo di "giovani coraggiosi" che hanno seguito la strada tracciata da Walter, i Colli Tortonesi sono diventati l'area più adatta al Timorasso originando vini di grande potenziale e struttura a cui si aggiunge una particolare capacità all'invecchaimento.

Walter Massa


Walter Massa spiega tutta la sua passione verso questa varietà in un articolo pubbicato su
timorasso.it e che riportimo sotto.


"Dagli anni '80 coltivo il timorasso e ne vinifico le uve. Penso che anche per questa varietà, sia giunto il tempo di fare alcune considerazioni in qualità di produttore che con mille motivazioni ha creduto nelle enormi potenzialità di questo vitigno, mi piace ricordare le discussioni con colleghi, appassionati, ricercatori, anziani agricoltori, ristoratori, enotecari, giornalisti sul senso e sul merito di dedicare energie ad un vitigno, pressoché sconosciuto, sia sotto il profilo enologico che di mercato, nel momento storico in cui la realtà enologica piemontese stava raggiungendo con altri vitigni la sua giusta dimensione anche nel campo dei vini bianchi di alta qualità, grazie al successo su scala internazionale del Cortese (soprattutto gavi), all'esplosione a livello nazionale dell'arneis ed all'affermarsi su mercati prestigiosi di alcuni produttori con vini bianchi ottenuti da vitigni chardonnay, riesling, sauvignon.


I risultati sono sempre stati molto interessanti, ho sempre promosso le uve delle diverse annate, tranne che per quelle della vendemmia del 1989, danneggiate dalla grandine. La qualità del vino ottenuto ha risentito dell'inesperienza a vinificare e gestire questa varietà, infatti, non sono assolutamente soddisfatto delle vendemmie 1989 1991 e 1994, mentre tutte le altre hanno espresso una qualità sicuramente eccellente in grado di ripagare dei momenti di sconforto e delle tribolazioni che ho vissuto. Con il raccolto '95 dopo aver capito che il vino ottenuto con il timorasso si esprime al meglio alcuni anni dopo la vinificazione ho deciso di porre in vendita "Costa del vento" 18 mesi dopo la vendemmia. Fortunatamente, in questi anni, altre aziende hanno creduto nella potenzialità ed espressione di territorio di questo vitigno, oggi è possibile fare degustazioni comparative con altri vini ottenuti dal timorasso.

Detti produttori che mi onora citare, operano nelle valli costituenti la collina Tortonese e sono: Dino Mutti a Sarezzano, Paolo Poggio a Brignano Frascata, i F.lli Mandirola a Casasco, Maurizio Bruno a Monleale, Enio Ferretti a Carezzano, Enzo Canegallo a Spineto Scrivia, Roberto Semino ad Avolasca, Luigi Boveri e Daniele Ricci a Costa Vescovato, Elisa Semino e Claudio Mariotto a Vhò, Stefano Daffonchio a Berzano. Nelle vicine valli del novese il timorasso viene interpretato dall'Azienda Morgassi Superiore di Gavi e dalla Cooperativa Valle Nostra che da uve prodotte in Val borbera propone "Sassobraglia". Le aziende Valli Unite Coop di Costa Vescovato e Cascina Degli Ulivi di Novi Ligure utilizzano il Timorasso in assemblaggio con altre uve bianche per ottenere due vini prestigiosi: Montessoro e Ademùa. Di notevole importanza e gratificazione è il fatto che alcuni docenti del diploma in enologia della facoltà di agraria dell'università degli studi di Torino abbiamo incentivato e seguito con particolare attenzione durante le annate agrarie 1995 e 1996 le tesi universitarie di Luca Caramellino e Eugenio Ciccarelli sul timorasso sia in vigna che in cantina.


Detti studi sono stati resi possibili grazie alla disponibilità delle aziende precedentemente citate. Ad oggi la critica enologica ha dato spazio e recensioni a vini ottenuti con tale vitigno, sicuramente l'obbiettivo che la critica lo elevi a vino bianco piemontese con la parentela più prossima ai grandi vini rossi che il Piemonte da sempre esprime. Significativo è l'interesse che ha stimolato nel "eleveur" piemontese, Franco M. Martinetti che sta applicando le proprie esperienze ed energie vinificandone le uve. Posso quindi affermare che dopo, anni di raccolti e sperimentazione in vigna ed in cantina, il timorasso è da me considerato alla pari degli altri vitigni che coltivo. Da oggi l'impegno è di introdurlo nelle migliori carte dei vini, non come "bestia rara"ma come ambasciatore di autenticità."


I vigneti di Timorasso di Elisa Semino all'azienda La Colombera a Vho


Oggi alcuni di questi vini sono celebrati dagli appassionati e ritenuti i migliori bianchi piemontesi. Ricordiamo sempre con grande piacere la degustazione avuta a Meursault patria dei grandi bianchi della Borgogna. Lo scorso autunno abbiamo proposto in degustazione ad amici produttori locali un Timorasso Costa del Vento 1999 di Massa.


Il risultato ? Una grande sorpresa per gli amici transalpini nello scoprire un bianco piemontese di tale personalità.  


A questo punto l'errore più grande è quello si soffermarci esclusivamente sui vini più rinnomati e non volere dare un'opportunità ad altri di mostrarci le loro potenzialità.

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