Le ripide pendenze dell''Erdener Prälat viste dalla parte opposta del fiume
La ripida collina del Prälat (Prelato) costeggia la sponda sinistra della Mosella proprio di fronte al villaggio di Erden, situato sulla parte opposta. Il
vigneto poggia se forti pendenze che rendono il lavoro della vigna molto duro e faticoso, 2 ettari perfettamente rivolti verso sud, condizione necessaria per permettere agli acini di
raggiungere la giusta maturazione. Si estende nella parte bassa della collina seguendo il corso del fiume ad altezza compresa tra i 110 e i 200 metri. L'ardesia rossa che compone il suo
suolo, ha una particolare capacità nel trattenere il calore dei raggi riflessi dalle acque, rendendo questo microclima il più caldo dell'intera Mosella. Qui la maturazione del Riesling
è perfetta in ogni annata per questo motivo sono prodotte esclusivamente vini della tipologia Auslese con attacchi di "muffa nobile" nelle migliori annate, vini denominati come Auslese GoldKapsel.
In queste terre Ernie Loosen (Dr. Loosen) può esaltare le proprie idee di valorizzazione del
territorio: " ... vogliamo elaborare vini che sappiano esprimere il carattere del vigneto e delle
vendemmie altrimenti, afferma, il vino è solo una bevanda".
L'etichetta del "Prelato" da noi assaggiata in compagnia di Beppe, Peter,
Tanja, Patty ed Elena
Quando stappi una bottiglia di quasi 25 anni si hanno timori e dubbi sulla sua tenuta, sopratutto se l'annata non è stata tra le più favorevoli come in questo caso.
Quando lo versiamo nel bicchiere il suo colore è splendente e lucente, il colore è dorato e di bella intensità. È proprio vero non passa mai il tempo di questi Riesing !
La prima sensazione è confermata dalla freschezza del suo bouquet per niente evoluto e stanco. C'è si una traccia di idrocarburo, che svanendo lascia il posto a sfumature di mela cotogna,
pompelmo, miele d'acacia, fiori secchi, mandarino, limone, ...
A questo punto non resta che gustarlo: non ha una grande opulenza, ma linearità, tensione ed energia. Il palato è vivo, innondato da una scia di freschezza che ci accompagna in un
sottile finale caratterizzato da un'intrigante successione di sensazioni agro-dolci e da una decisa mineralità.
Un vino di soli 8.5° alcolici ma con circa 100 g/l di zuccheri residui, una sensazione di dolcezza appena avvertita e mitigata dalla straordinaria acidità naturale del Riesling.
Proprio una bella emozione, ma visto il risultato non avremmo dovuto avere così tanta fretta.
Pensate a una calda serata di fine agosto, in terrazza
a chiaccierare con Giorgio del più e del meno, ..., ma che stappare ?
Idea ! una bottiglia appena acquistata: la regione è la Loira, la denominazione Vouvray, il vitigno lo Chenin blanc, il produttore è il Domaine Huet. Il risultato un grande vino bianco.
La regione della Loira ci incuriosisce da diverso tempo e sarà uno dei temi che approfondiremo prossimamente. Seguendo il corso dell'omonimo fiume da Nantes a Sancerre il vigneto offre vini
bianchi di grande spessore nelle denominazioni di Vouvray, Savennières, Anjou, Sancerre, ...; fragranti e fruttati rossi a Saumur-Champigny, Chinon, Bourgueil, ... e straordinari vini dolci a
Bonnezeaux, Coteaux du Layon, Quarts de Chaume, ...
L'area di Vouvray si estende sulla sponda destra della Loira proprio al confine est di Tours, in coincidenza con l'affluente
Brenne. Sette comuni si dividoni 2'000 ettari disposti su colline di carattere gessoso che conferiscono la tradizionale mineralità, suoli che si riscaldano rapidamente sotto l'influsso del clima
oceanico. In autunno l'insolamento favorisce la surmaturazione degli acini permettendo di produrre, a seconda della variabilità climatica e del grado zuccherino raggiunto dai mosti, vini secchi,
demi-secchi o dolci.
Il vitigno che da questi straordinari vini è lo Chenin blanc. Una varietà originaria del posto, di maturazione tardiva e capace di adattarsi ai diversi microclimi e terreni. Le prime
raccolte danno vita a bianchi secchi o destinate alla produzione di spumanti metodo classico. Al termine delle vendemmie, dopo lo sviluppo dell'appassimento o della Botrytis, danno nascita a
grandi vini di diverso grado zuccherino e con un'eccezionale capacità all'invecchiamento.
Uno valori sicuri di questa denominazione è rappresentato dal Domaine Huet, creato nel 1928 da Victor Huet e dal figlio Gaston, è diretto da
una trentina d'anni da Noël Pinguet, genero di Gaston Huet. Oggi l'azienda copre 35 ettari ripartiti essenzialmente su tre proprietà: Le Haut-Lieu, Le Mont e Le Clos du Bourg. Grande estimatore
della coltura biodynamica e della valorizzazione del "terroir", Noël Pinguet, ha l'ambizione di presentare
vini che sintetizzano il carattere del vigneto e dell'annata.
Clos du Bourg è una tenuta che nel 2007 ha originato sia la versione secca sia quella dolce. Quando lo guardi nel bicchiere smania di mostrarsi, il suo colore è giallo intenso e ne
percepisci la struttura.
Al naso bastano poche parole: freschezza, discrezione e finezza.
Gli aromi ti riconducono al pomplemo, alla pesca, ai fiori, alla pietra ...
È il gusto che ne determina lo spiccato valore, ha un attacco ampio e maturo, poi una lunghissima "sparata", un'energica scia di freschezza e sapidità; i ritorni sono d'agrumi, erbe
aromatiche, miele di tiglio.
Causa la sua giovinezza si può paragonare ad una grande orchestra che sta assemblando i suoi solisti per raggiungere un perfetto equilibrio tra un paio d'anni. L'intensa acidità modera la
percezione alcolica (13.5% vol.) e ne determinrà la capacità di resistere al tempo.
Grande vino.
La varietà che da origine a questi vini è il Melon de Bougogne che, introdotto dai monaci dalla Borgogna nel XVII secolo, trae il proprio nome dalle foglie a forma di melone. La
denominazione si estende su 23 comuni a sud-est di Nantes prendendo il nome da due fiumi che attraversano il proprio territorio: la Petite Maine e la Sèvre Nantaise. Questo vino è frutto di una
singola parcella di 3 ettari con viti di 45-50 anni di età disposti su un suolo granitico e ricoperto da un sottile strato di terra. La loro densità di 7'000 ceppi a ettaro, mentre la resa è di
65 quintali. Dopo una pressatura soffice delle uve la fermentazione è attivata spontaneamente dai lieviti naturali in serbatoi d’acciaio. La maturazione avviene sui propri lieviti per alcuni mesi
in vasche di cemento sotterranee.
Il vino si profila su aromi ancora freschi di mela e pera William, sfumature speziate e minerali; lasciandolo nel bicchiere si sviluppano note più complesse di fiori secchi e di miele. La
bocca è intensa, di grande freschezza e linearità; il finale è equilibrato ed elegantemente sapido. È capace di durare nel tempo anche 8-10 anni. Da servire attorno ai 11° C. e da abbinare a
preparazione a base di crostacei in salsa e alla griglia. Ottimo, esprime alla grande le caratteristiche del "terroir". Il "domaine" di Guy Bossard esprime il migliore rapporto qualità-prezzo di
tutta la Francia.
Il web se ben usato porta a contatti che aiutano a sviluppare i propri interessi. Nei mesi scorsi intervenendo
su alcuni forum del vino abbiamo "incontrato" Franco Traversi, un toscano appassionato delle proprie terre che ama definirsi "l'apprendista del Sangiovese". Comunicando lui abbiamo potuto
ampliare le nostre conoscenze su aziende, per lo più sconosciute da noi, che hanno la capacità di rispettare le tradizioni senza concessioni alle mode del momento. Così quando in un locale di nostra fiducia abbiamo letto in carta: Chianti Classico Riserva “Viacosta” 2001 della
Fattoria Rodàno non ci siamo lasciati sfuggire l'occasione di conoscerlo.
Così Franco ci trasmette il suo entusiasmo verso questa azienda:
"Continuando il nostro itinerario attraverso le colline del Chianti Classico, vogliosi di conoscere le più interessanti realtà produttive del luogo, procediamo incontrando una delle più
tipiche e tradizionali aziende Chiantigiane la “Fattoria Rodàno”. Non è la prima nostra visita, è un voler approfondire una conoscenza maggiore del territorio e delle persone, camminare per
le vigne, ascoltando la filosofia produttiva e assaggiando le varie annate affinché la nostra fame del sapere sia più sazia.
L’azienda, di proprietà della famiglia Pozzesi dal 1958, fu acquistata da Carlo Pozzesi, medico condotto di questo territorio per più di 50 anni, la passione per la viticoltura e enologia lo
spinse a piantare i vigneti allora inesistenti. La prima annata venduta in bottiglia fu la 1967; la sua opera venne continuata con lo stesso amore dal figlio Vittorio, ingegnere con lunga
esperienza come dirigente delle acciaierie Falk; è stato presidente del Consorzio del Chianti Classico per più di 15 anni nei suoi 2 mandati.
Viacosta è una pendice della Fattoria di Rodàno che dalle colline di Castellina degrada verso il bacino del fiume Elsa. Il nome Viacosta è presente su alcune mappe della via Francigena. Le
particolari condizioni pedo-climatiche di questo cru permettono al Sangiovese di esprimersi al meglio, producendo vini di notevole struttura e alcolicità. La Riserva Viacosta viene prodotta solo
nelle annate migliori, che sono state: 1986 la prima, 88-90- 93 poco, 95-97-99-01 e a venire 2004.
E’ un vero esempio di come dovrebbe essere un Chianti Riserva: l’uvaggio è Sangiovese 100% da vigneto suddetto, la vigna è del 1974, i terreni sono calcarei-alluvioali. L’esposizione a sud-ovest,
le rese dai 40-50 Ql x Ha, la vendemmia manuale avviene da fine settembre alla prima decade di ottobre, la vinificazione sempre in vasche di cemento con una macerazione per circa 30
giorni, la fermentazione viene attivata solo con lieviti già presenti sulle uve. L'invecchiamento 60% in botti da 23-35 Hl, 40% in barriques nuove per 18-24 mesi".
La nostra degustazione ci offre un Sangiovese di quelli che piaciono a noi, vero, sincero e un pò contadino. Il suo colore è granato con dei lampi aranciati, una tonalità ancora viva. Il
ventaglio aromatico è di qualità offre note terrose, sottobosco, umus, frutta nera e un contorno speziato. L'attacco è rotondo, i tannini robusti, ha ancora una bella energia che
accompagna un lungo e complesso finale.
Come dice Franco un gran bel vino, una vera espressione di Chianti di Castellina.
L'anfiteatro di Barbaresco
Bruno Rocca
Gli amanti del Barbaresco classico arricceranno il naso ma questa è veramente un gran bella bottiglia, giustamente evoluta e che
ci regala bellissime sensazioni. Il bouquet è complesso ed esprime nitide sfumature di frutta nera, fiori secchi, balsamiche e di sotto bosco, le sensazioni date dall'invecchiamento in botti
nuove sono completamente assorbite e tradotte in fini note speziate.
Al gusto da una botta d'energia, è lineare e teso, i tannini sono ben presenti e perfettamente integrati nella struttura generale. Grazie a una viva freschezza il vino si sviluppa verso un finale
molto persistente, equilibrato e di grande completezza. Un vino che si beve alla grande e, che se ben conservato, potrà garantire queste caratteristiche per un'altra decina d'anni.
Insomma una gran bella bottiglia ...
Torniano un'altra volta a stappare una bottiglia di questo straordinario 1er Cru di Chassagne-Montrachet elaborato da Jean-Marc
Pillot. Les Morgeot si sviluppano a sud di questo famoso comune della Côte des Blancs, ha la particolarità di essere coltivato sia con lo Chardonnay, sia con il Pinot Noir e vista la sua
estensione è suddiviso in varie sotto-zone: Les Fairendes appunto. La parcella di proprietà di Jean-Marc Pillot è di
0.50 ettari.
Anche questa volta ci dà grandi sensazioni d'eleganza ed armonia, negli aromi esprime tutta la sua gioventù dove sono evidenziati fresche note d'agrumi e frutta bianca, tabacco e sfumature
minerali accostate a nobili speziature appena accennate. La bocca è soave, grassa e in piena evoluzione, il tutto in perfetto equilibrio. Che classe ! Per lo sviluppo di ulteriori complessità
basta aspettare ancora qualche anno.
Etienne Guigal è la più importante maison della Valle del Rodano per numero di bottiglie prodotte. Trae la propria gloria
dall'esclusiva tenuta con sede a Château d'Ampuis, centro principale della denominazione Côte Rôtie.
Château d'Ampuis, La Mouline, La Landonne e La Turque sono le perle della produzione, vini che incarnano le peculiarità dei diversi territori. La Mouline (89% syrah e 11% viognier) rispecchia tutta la femminilità della Côte Blonde. Le vigne, di circa 75 anni di età, si dispongono a forma di anfiteatro romano su terreni chiari, composti da gneiss e particolarmente calcarei. Dopo 4 settimane di macerazione, Guigal è il solo nella Valle del Rodano ad invecchiare i propri vini in barriques per un periodo compreso tra i 36 e i 42, fusti rinnovati ogni anno.
Con molto rispetto ci avviciniamo al bicchiere che si mostra in una veste scura con alcuni riflessi violacei. Note
speziate e floreali fuoriescono dal bicchiere denotando un naso di grande complessità. La certezza che si sta per bere un grande vino...!
Entrata in bocca estremamente morbida, il vino si presenta seducente, armonico, tannini estremamente fini e setosi, il legno è assolutamente impercettibile. Finale molto lungo con ritorno di note
speziate, cioccolato amaro e frutta matura.
Un vino assolutamente grande.
Quando parliamo della Barbera nel Monferrato immancabilmente cadiamo su Ermanno Accornero, uno di quei vignaioli che
valorizzano in modo straordinario la zona del Casalese. Da lui la Barbera è lavorata in tutte le versioni, da quella frizzante, consumata in loco, a quella Superiore. I vini principali, ottenuti
da questa varietà, sono il Giulin che rappresenta la fetta più rappresentativa della produzione e il Bricco Battista. Bricco
Battista è una porzione di terreno situata a 300 metri sul livello del mare su terreni calcareo-marnosi da cui si ottengono solamente 35/40 ettolitri per ettaro. La selezione delle uve è molto
attenta e sono scelte esclusivamente le uve più appropriate per ottenere un vino di grande spessore.
La degustazione di questo millesimo ci dà un vino che conferma un equilibrio a ogni fase. Si esprime variegato, fresco, speziato ed esalta la purezza del frutto con note di lamponi, mirtilli e di
viola. La bocca è
succosa, ampia e avvolgente, la trama tannica è di buona intensità e finezza, si sviluppa con brio e rimarca un finale di grande piacevolezza. È un vino assolutamente da conoscere.
Barbera Superiore del Monferrato "Bricco Battista" 2005 - Azienda Accornero